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SITO DEL
MOSAICOSMO

Massimo Maria Crivello "Il Cosmo - a Tommaso Romano" [2008]

 

 

 

Essere nel Mosaicosmo di Tommaso Romano

 

Numero monografico 65/67 di Spiritualità & Letteratura (pag. 76 - € 10) dialoghi con Maria Patrizia Allotta e Luca Tumminello con una testimonianza conclusiva di Arturo Donati. La copertina di Massimo Maria Crivello. All'interno un disegno di Nino Parlagreco.

Trascriviamo alcuni significativi giudizi e note stampa:

"... molto ammiro e molto imparo: i suoi "dialoghi" sono molto belli e preziosi perchè affrontano problemi, idee, punti di vista, proposte, interpretazioni davvero decisive nel nostro tempo". (Giorgio Barberi Squarotti);

"... nelle pagine di Tommaso Romano, dettate da un'alta stima della dignità umana, il mosaicosmo appare come la copia terrestre della verità rivelata dal cielo, un ideale armoniosa antologia di frammenti ritagliati con intelletto d'amore (e con segno della fedeltà all'insegnamento di Attilio Mordini) dalle diverse e talora contrarie pagine dell'immensa biblioteca filosofica e letteraria. L'avventura cristiana di Romano procede tra intollerantissima e la carità tollerantissima. E associa costi quel che costi, lo stupore di fronte all'ingegno umano all'intransigente amore per la verità indeclinabile. La teoria del mosaicosmo, in definitiva, è una felice alternativa al relativismo soggiacente alle acrobatiche dottrine dell'et...et...: dimostra, infatti, che alla pietà è possibile viaggiare attraverso i genî del mondo moderno senza nulla concedere ai princìpi della confusione babilonese". (Piero Vassallo) continua clicca qui

"... trovo valida la forma dialogica dell'opera; mi sembra che essa permetta una trasmissione incisiva del pensiero, illuminandolo e arricchendolo con le sfumature prospettiche dei Suoi interlocutori. Malgrado la diversità dei nostri cammini mi trovo in profonda sintonia in più punti. Soprattutto concordo nel riconoscere l'imprescindibile centralità del Sacro ai fini di una riarmonizzazione del mondo e dell'elevazione dell'uomo." (Giuseppe Gorlani);

"... in questi dialoghi sono coinvolgenti le risposte che sa dare lo scrittore cristiano per eccellenza, a tutte le domande che riguardano il nostro mondo contemporaneo. Tommaso Romano affascina il lettore che intravede in lui un poeta coraggioso che sa portare avanti l'eccezionale tradizione cristiana." (Maria Marcone in Puglia 29 settembre 2009);

"... la verità che dai dialoghi emerge, frutto di una vasta ragion d'essere di ogni argomentazione trattata, ci ricorda il pensiero di Nietzsche quando afferma quante sono le verità che un uomo solo può sopportare? Se il cosmo mosaicizzato in situazioni univoche pensieri, visioni, concetto, ma ne accresce l'interesse multiforme  nel campo "delle possibilità" e in quello dell'esperienze umane e culturali, per loro natura talmente ricche e frammentate da realizzare un teorema a mosaico. I puzzle poi si uniscono e vanno a formare in compattezza la grande mappa dello scibile umano, l'ordine cosmico che tutto completa e pone in orbita stabilendo "il nostro essere" senza adattarsi alle varianti atletiche , eterna domanda scespiriana. La scrittura in eccellenza di Tommaso Romano, sollecitata dalla intelligente ragione dialogata dei referenti, acquista un valore di altissimo profilo, sia nella strepitosa varietà e forza di contenuti, sia nella elegante raffinata adesione ad una forma seducente, oserei dire cosmica, come la funzione del suo dichiarato intento nel libro." (Giovanni Amodio - Meridiano Sud - Bari 30 settembre 2009); continua clicca qui

"... è sempre una gioia unica e intensa sperimentare affinità profonde, attese e amarezze condivise... Ho letto con attenzione e interesse il testo e ho ascoltato le tue parole attraverso le quali consenti al lettore di condividere la tua esperienza esistenziale." (Maria Antonietta La Barbera);

"... vi si respira l'aria purissima delle vette, il fuoco di un'autentica spiritualità. Bellissima l'immagine del mosaicosmo di cui ciascuno di noi è una tessera, infima, ma non per questo meno importante nel comporre il grande disegno globale." (Fausto Gianfranceschi);

"... mi trovo concorde in tutto." (Nino Agnello);

"... già nel titolo reca un segno di originalità rimarchevole. E' proprio grazie a libri consimili che la ricchezza e la nostra riflessione si arricchisce di nuove e profonde verità. L'incontro fra letteratura, l'estetica e la filosofia politica costituisce oggi un fronte che la cultura deve ripensare per dare ai giovani nuovi stimoli ed orizzonti." (Paolo Armellini);

"... si scorge quella speranza che può scaturire dall'arte dalla bellezza, dalla religione. Sarei tentato di ripetere - se mi è permesso - con Giovanni Gentile che tutto questo che noi facciamo a "conforto dell'animo nostro" in una fase di vera sovversione di tutti i valori." (Luigi Gagliardi);

"... la realtà dell'essere è proprio un mosaico,  dove le tessere formano insieme il Reale, ma conservando, direi gelosamente, la propria individualità." (Corrado Camizzi);

"... Essere nel Mosaicosmo mi hi affascinato come pochissimi altri testi letti quest'anno". (Ernesto Marchese);

"... In un dialogo serrato e coltissima, in un mosaico variegato e multiforme tratti gli argomenti più scottanti, quasi una minienciclopedia, riguardanti la vita culturale, sociale, politica e religiosa dell'uomo di oggi". (P. Giacomo Ribaudo);

"... un vero capolavoro di tradizione, di fede, di alta filosofia, di teologia". (Mario Sossi);

"... il suo scritto fa rivivere il dialogo. L'amore per il dialogo ha caratterizzato Platone e Giuseppe de Maistre: oggi è - mi sembra - molto diminuito. Ma , chissà, l'amore per il dialogo potrebbe riaffiorare; si può sperar bene, specie leggendo la sua monografia. L'ammirazione per il Duomo di Monreale non verrà mai meno, io credo. E la ricchezza delle Sue citazioni dimostra che - a poco a poco - una cultura di destra si è formata. Senza dubbio, aveva ragione il grande De Corte - da lei ricordato - quando scriveva: "l'intelligenza è in pericolo di morte". Ho avuto, peraltro, l'impressione che la Sua opera dimostri che - nonostante tutto - quel pericolo si sta attenuando". (Ubaldo Giuliani Balestrino);

"... una seri di dialoghi, affabulatori e intriganti, tra due giovani filosofi (Maria Patrizia Allotta e Luca Tumminello) e lo stesso Tommaso Romano, maestro di vita, poeta, saggista, antropologo, editore e filosofo che, secondo Arturo Donati, autore di una testimonianza a conclusione dei dialoghi, "sarebbe doveroso annoverare tra le più interessanti coscienze critiche italiane del nuovo secolo". Mosaicosmo, neologismo coniato dall'autore (Romano è un assiduo forgiatore di eleganti neologismi), è appunto il mosaico del cosmo dove ogni anima, tessara diversa da tutte le altre è determinante, necessaria, indispensabile dell'economia del Creato. Lo è dunque anche la "tessera" secondaria e periferica che concorre e si inserisce armonicamente nel tutto." (Giuseppe Fumia, in La Sicilia - Palermo 10 ottobre 2009);

"... impegnato e dotto libretto. Quante consonanze rallegrano il cuore!". (Ennio Innaurato);

"... il connubio tra filosofia e teologia, fra libertà e poesia, è molto apprezzabile e rilevante da molti punti di vista". (Orazio Tanelli);

"... è un testo che si snoda sottoforma di dialogo tra persone legate da comuni interessi, scritto con un longuaggio puro ed essenziale accessibile a tutti, giungendo diretto al cuore ed alla mente del lettore. Non è poesia, non saggistica, non filosofia, non trascendenza, non attualità, eppure è tutto ciò nello stesso tempo, per quell'alone di ricerca che spinge ad indagare , con costanza un po' su tutto. E' un testo accattivante cje spinge tutti noi abitanti del cosmo ad impegnarci per dare un senso vero alla vita quaggiù, facendo intravvedere un lungimirante arcobaleno di speranza, fede e bellezza". (Teresa Titomanlio);

"... in buona sostanza l'autore ci offre un importante ed originale libro-rivelazione, che sviluppandosi in forma dialogica sviscera - attraverso una meditazione maturata nel tempo che si fa racconto e che contempla quasi tutto lo scibile umanistico - lo spessore culturale dell'autore, intendendo per culturale quella che è la restituzione pratica di una visione larga, completa ed integrale della vita". (Nicola Romano - in  CNTN - Cieli nuovi Terra nuova - Palermo 11 ottobre 2009); continua clicca qui

"... ritrovare molti punti in comuni con la mia filosofia di vita e di poesia, chiarezza nello snodare quello che sono i punti difficile di ogni itinerario religioso. La profonda cultura le fa da supporto ma ancora di più è il suo amore per il sapere nitido, pulito lavato dalle false ombre del non sapere". (Mariarita Bozzetti);

"... fa sempre piacere leggere allorché la Cultura mostra i suoi veri e bei frutti  e non i frutti guasti e falsi che spesso vengono propagati". (Federico Cavallaro);

"... sono oltremodo, e di più, grato ed entusiasta del gradito, edificante, omaggio: "Essere nel Mosaicosmo". Sottoscrivo, compiaciuto, le due note dei dialoganti che introducono l'articolata, seria, ampia, analitica, profonda, maieutica, intervista. Sono ancor più grato perchè tale opera, investigatrice di ambiti nodali e decisivi per la lettura dell'ora presente, gravida di arcinote "incognite". Paul Bourget nel suo libro "La Mareé du diable", affermava: "... se non si vive come si pensa, si finisce per pensare come si vive". Lei certo, ed ab illo tempore, vive in linea con il pensiero pensante, scolpito nella roccia del Diritto Romano. "Essere nel Mosaicosmo" attiva nel lettore l'anelito di nitore, di giustizia, di morale, di saggezza, di discernimento. Le Sue sottolineature dell'immesirimento del diritto, mi richiama Luigi Tapparelli d'Azeglio S. J. che scriveva "Dritto" nel titolo del suo "Teoria generale di Dritto appoggiato sul fatto" e non ho bisogno di ricordare che "Dritte, son le vie del Signore!" ". (Vittorio Soldaini);

"... dalla lettura si evince un Tommaso Romano dall'anima immensa e sempre piena di novità, attuale, fresca e sempre al passo dei tempi, pur rispecchiandosi e misurandosi con il grande bagaglio della tradizione". (Giovanni Dino);

"... è bello quando ci viene concesso di abbandonare, seppure per poco, il caso per entrare nello spazio sacro del Significato... in fondo è come scappare dalla galera, si respira un'aria di libertà sconosciuta - purtroppo - alla gran parte della gente. Un'altra cosa che mi ha colpito è la sua narrazione dell'evento non casuale". (Giancarlo Kruyff);

"... ottima intervista, che ho attraversato con grande interesse. Ampia, articolata, profondissima". (Paolo Ruffilli);

"... grazie alle analisi delle problematiche affrontate e al viaggio che ti impone nella sua e nella tua anima, scopri prospettive inespresse e ultimative, in gran parte sottaciute da altri autori per paura o peggio per conformismo militante". (Nino Sala - in alleanzaetica.myblog.it - 25 settembre 2009); continua clicca qui

"... Tommaso Romano acuto osservatore  ed esploratore dell'animo. Essere nel Mosaicosmo non è un breviario e nemmeno un catalogo di concetti, ma un codice di etica comportamentale. Ma oltre al comportamento etico anche l'arte è un mezzo, un ponte "gittato" per avvicinarsi alla "perfezione". Tommaso Romano oltre ad "apostolo della cultura" può a ben diritto essere definito come "pellegrino del pensiero cosmico", un pellegrino sempre in cammino (come lui stesso ama riconoscersi) alla ricerca di ulteriori conferme tali da portarlo sempre più vicino alla verità". (Giuseppe Bagnasco - in Il settimanale di Bagheria - 11 ottobre 2009) continua clicca qui

"... Romano pone delle questioni basilari per la poesia, argomentazioni che non consentono una superficiale lettura, ma che impegnano a fondo, richiedendo una concentrazione non comune. Le tematiche stesse evadono dalla mediocrità concepitiva per rifugiarsi in quelle mistica e concettuale". (Pacifico Topa) continua clicca qui

"... i tanti tasselli del suo personale mosaicosmo sono pieni della presenza di Dio (...) Le parole in questo volume si rincorrono con una straordinaria velocità, ma anche con una straordinaria attenzione, perchè i toccati argomenti sono tantissimi e tutti fanno parte della nostra stessa vita". (Flavia Lepre) continua clicca qui

"... ecco la magia della conversazione, della relazionalità, della fraterna consapevolezza delle idee. E la parola che unisce e affranca, che scava e illumina, che libera e riscalpella nel divenire delle età, nono stante la finitezza che assedia i cuori. Questa la metanoia che sgorga dal libro alle nostre coscienze. E non è poco", (Mario Varesi) continua clicca qui

 

 

[...] un grande tappeto poetico, un mosaico nel cielo

Giuseppe Bonaviri
Il mosaicosmo... Ogni cosa che è creata, a cominciare dall'uomo, vivendo una realtà autonoma, insieme materiale e spirituale, è come la tessera di un immenso e sempre arricchito mosaico che si dipana in ogni dove stagliandosi nell'architettura dell'immenso creato. Questa tessera può essere di sostanza e colore d'oro, e di vile metallo, di cristallo e di terracotta: non importa.
Questa tessera - universo che in vita si realizza - si consegna nuovamente al cosmo da cui proveniva dal Seme di tutti i Semi a formare il Mosaicosmo, unione distinta (come ogni essere) ma legata ad un Disegno che a compito svolto assume un senso definito, eterno per l'opera svolta e perchè continua nell'armonia delle sfere nel cosmo, che è la suprema reale armonia visibile e invisibile alla umana condizione. La luce che si emanerà in tale mosaico è direttamente proporzionale alla luce (Bene) che abbiamo costruito e quindi emanato in vita.
Energia dinamica e quindi non staticità.

Tommaso Romano
da "7 tessiture dal mosaicosmo"
Palermo - Quaderni del Pensiero Mediterraneo - 2008

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Alcuni giudizi sulle 7 tessiture dal mosaicosmo:

GREGORIO NAPOLI DA "GIORNALE DI SICILIA" Venerdì 17 Ottobre 2008 - Cultura/Novità in libreria
[...] In Tommaso Romano prevalgono le virtù dello scrittore, del saggista e del poeta. E sia detto, ovviamente, senza alcuna disistima per l'infaticabile impegno nell'agorà della politica. Queste Tessiture sono nate in un'ora che l'A., definisce allucinata, ossia, fra le 5,10 e le 6,10 del 1° febbraio 2008. Felice insonnia, poichè l'aureo libretto sintetizza, in fluente prosa, il confronto fra l'Uomo (il Lettore) e il mistero del Cosmo. Romano - come il grande cineasta Manoel de Oliveira - parte dal visibile per giungere all'invisibile. E slitta verso la Fede, mentre il Portoghese azzera i telefonini e la comunicazione elettronico-satellitare. Il misticismo di Tommaso Romano approda, con ineffabile e suggestivo rintocco di letteratura Alta, alla contemplazione della vita come officina del Bello e, dunque, palestra dell'Estetica, che sia anche Etica.

MARIOLINA LA MONICA
Ritengo notevoli le teorie esposte da Tommaso Romano in “7 Tessiture dal Mosaicosmo”. Un uomo di grande levatura che, non solo per la sua preparazione culturale, ma anche perché è un profondo conoscitore dell’animo umano e della vita, sa mostrarsi comprensibile ed accessibile.
Partendo dalla cosmologia, infatti, egli sviluppa un intreccio coinvolgente e sicuramente percorso da quelle che definirei le vene dell’Essere Cosmico. Una prova tra tante per svelarsi e svelare la chiave segreta di quel sublime nascosto in noi e d’attorno e approdare così all’accettazione dell’ordine prestabilito dall’Alto. Accettazione che non equivale ad immolazione, ma piuttosto dimostra la ferma convinzione di essere parte integrante di un ordito indipanabile, o la piccolissima tessera di un mosaico (come Tommaso Romano stesso qualifica ogni forma che vive e infine si consegna nuovamente al Seme).
Mi pare che, a questo punto, tutti i diversi aspetti affrontati nell’opera, tra cui la morale, il diritto, la concezione poetica della vita, non possono che essere consequenziali, per rappresentare al meglio (e tra i contrasti e le brume presenti in ognuno e in ogni cosa) l’adesione all’idea di purezza che scaturisce in noi dall’Essere Cosmico, dalla Scintilla Primordiale.
Concludo sottolineando che, a mio parere, quando il nostro vivere quotidiano, più o meno consapevolmente, si lascia percorrere da quelle vene dell’Essere a cui accennavo prima, diviene simile all’acqua che scorre e corrode e penetra ciò che a prima vista pare irraggiungibile.
Il risultato di tutto questo non è la gioia vana che deriva dal mondo, ma quella colma di chiaroscuri e riflessi diamantiferi che sgorga dall’intimo e che trasforma finanche la tanto temuta morte nella normale metamorfosi di una miserevole larva in farfalla.

 

FRANCESCA LUZZIO
Le sette tessiture dal mosaicosmo di T. Romano si offrono al lettore come proposizione tematica del contenuto dei volumi pubblicati nella collezione del Mosaicosmo (ISSPE).

Il quaderno è stato scritto dall’autore nell’arco di un’ora: dalle 5,10 alle 6,10, tempo mattutino in cui in una sorta di allucinazione espone in forma paratattica e sentenziosa i valori che vorrebbe ispirassero l’agire umano.

Sette tessere tratte dal cosmo ideologico di Tommaso Romano, sette, quanti i giorni della Creazione e non a caso, infatti quest’utima e, in particolare quella dell’uomo, è il tema-chiave da cui si irradiano progressivamente le riflessioni-tesi(antropologia,gnoseologia,morale,etc…) che nel loro insieme costituiscono un campo semantico in cui l’ultima tesi si riconduce al tema-chiave non per derivazione, ma per affinità, visto che riflette sulla creatività umana,ossia sull’arte; insomma dalla divina creazione all’ umana creazione,attraverso una struttura formale del quaderno e sostanziale dei contenuti che possiamo definire circolare e che proprio per questo si pone a sigillo garante del divino che è presente in ognuno di noi.

“l’Essere cosmico (Dio) ha creato dall’increato,--- assegnando ad ogni ente una propria realtà autonoma-----, tessera di un immenso----- mosaico”che si consegnerà nuovamente al”Seme di tutti i semi”,dove la luce che emanerà sarà proporzionale al bene che ha costruito ed emanato in vita.

Una visione dantesca quindi, in cui i meriti acquisiti in questa vita sono la condicio sine qua non per godere di maggiore o minore visione della divinità nell’altra.

Dal generale al particolare, dalla creazione dell’universo a quella dell’uomo che, secondo l’autore, possiede la scintilla divina nel DNA, nel quale sono scritti sia la costituzione genetica del corpo,sia il “deposito divino” che da Adamo è giunto sino a noi.

In tal modo viene meno l’evoluzionismo e la storia dell’universo viene proposta come applicazione nel tempo e nello spazio della”tradizione”divina che si perpetua in noi, perciò il pensiero dell’uomo, in quanto portatore di tale tradizione, quando si elabora compiutamente,diviene organico, armonico all’essenza, a Dio e il suo agire un fare bellezza.

Le religioni, rispecchiando con simboli e miti l’eterno, si pongono come legame tra l’eterno che è in noi e l’essere cosmico e, in quanto tali, sono tutte da rispettare, anche nella pretesa di ricerca di verità assoluta.

Acquisita la saggezza derivante dalla consapevolezza del legame che unisce la vita del singolo all’eterno (concetto già di stoica ascendenza) , l’uomo non dovrebbe sottrarsi al compito del sacro,trovando in esso la realizzazione della libertà. Come l’acqua del fiume scorre verso il mare, per unirsi alla totalità della sua essenza, così l’agire dell’uomo dovrebbe trovare l’esplicazione della sua libertà nel realizzare condizioni di “ben-essere”per sé e gli altri; in tal modo corre libero verso il mare dell’essere(Dio) ed evita il male ,ossia il nichilismo che lo potrebbe portare alla distruzione di sé e dell’altro. Dannazione eterna pertanto è il rifiuto volontario, è “il non volere essere”tessera del mosaico nella totalità dell’essere cosmico, la vita di contro è compito e libertà che trova la piena realizzazione nell’assoluto rispetto dell’integrità dell’altro.

In tale visione la legge”codice necessario della convivenza”, non è che un mezzo mutabile ,essendo il fine la libera realizzazione della vita”che permane appunto o nel DNA trasmesso o nelle opere compiute concrete o in quelle morali.” E proprio per questo gli istituti che l’uomo si dà devono servire al ben-essere, perciò bisogna promuovere la vita e dire no all’aborto, all’eutanasia(tranne che non sia autonoma scelta), tutelare l’ambiente e la natura.

La vita pertanto se vissuta nella saggezza derivante dalla consapevolezza dell’Eterno che è in noi, acquista un valore estetico e l’arte non è solo copiare e rifare il bello, ma diventa etica “ è fare partendo dal concetto e dal dono”.

E’ammirevole la capacità di proporre in poche essenziali pagine, tematiche filosofiche che hanno richiesto volumi e volumi per essere trattati: Tommaso Romano, quasi colto da un invasamento divino propone concetti che sembrano epifanie, rivelazioni improvvise ricevute dall’alto in un’ora allucinata. In effetti esse sono il risultato di una lunga riflessione storico-fiosofica, teologica che trova i suoi capisaldi nella filosofia patristica(Agostino) e scolastica (T.D’Aquino), oltrechè nella filosofia greca e, in particolare, nello Stoicismo, la cui morale converge con non pochi punti della morale e dell’etica cristiana,condivise anche dall’autore delle tessiture.

Sicuramente l’anima è la “scintilla divina”che è in noi, ma che essa risieda nel DNA , è difficile da accettare; il principio che il DNA possieda la specificità di tutti gli esseri viventi per cui ogni specie e, nell’ambito della specie ,ogni individuo è quello che è e non un altro, è ormai scientificamente provato e filosoficamente accettato anche da chi , come noi, rifiuta l’evoluzionismo, ma, come si è già detto,nel DNA sono scritti i caratteri fisici della specie e quelli più direttamente ereditati dai genitori, ma non l’anima.

Pur partendo da posizioni scettiche, dubitando quindi di tutto, non possiamo non accorgerci,come Agostino,che il fatto stesso di dubitare è consapevolezza di esistere, quindi di conoscere (poiché avvertire di esistere è già conoscenza) e di volere. Queste consapevolezze: esse, nosse e velle, che distinguono e caratterizzano l’essere umano, sono elementi fondamentali dell’anima, della scintilla divina che è in noi. L’anima è poliedrica facoltà divina elargita all’uomo non ubicabile in nessuna parte della nostra fisicità. L’anima, adoperando ancora una frase di Agostino, ma dando ad essa una valenza semantica diversa, possiamo dire che è la veritas quae habitat in interiore homine , ma insieme ad Agostino possiamo anche dire che in interiore homine habitat veritas, considerando che è facoltà dell’anima ripiegarsi su se stessa e acquisire conoscenza e coscienza del suo esserci e del suo volere.

 

SILVIA GIUDICE CRISAFI
La percezione che rimane dalla lettura del brevissimo scritto "7 tessiture dal mosaicosmo" di Tommaso Romano è quella di un sentire alto. Scorrere queste pagine accompagna il lettore in un volo funambolico attraverso tutte le questioni fondamentali della filosofia e della teologia di tutti i tempi. Questo che è stato definito dallo stesso autore "un’ora allucinata" è in realtà un momento di ispirazione profonda che trova una felicissima sintesi di quei concetti che è rarissimo incontrare espressi in maniera così elevata e così, apparentemente, semplice, persino fuggevole. Chi non conoscesse Tommaso Romano, ovvero chi non conoscesse i fondamenti dell’intera storia della filosofia, potrebbe avere la falsa impressione di trovarsi di fronte a una serie di opinioni scaturite chissà come nelle mente dell’autore. Questo per la scorrevolezza e l’apparente velocità attraverso la quale l’autore conduce il lettore in questo volo. Il risultato leggiadro di questo scritto è invece dato da quella leggiadria che solo la sintesi che deriva da una profonda e vasta conoscenza dei temi, e delle ingenti letture delle opere degli autori che li hanno trattati attraverso i secoli può regalare. La sensazione che rimane a chi legge è veramente quella di aver volato, e volato alto, attraverso l’etica, la morale, in quell’incontro che diventa intersezione felice tra la filosofia e una sorta di laica teologia che altro non è che una dimensione spirituale universale. Tutto questo, sorprendentemente, in poche, brevi pagine. Molto azzeccata l’illustrazione di copertina, dove campeggia un’aquila, che qui simboleggia certamente la conoscenza, perché troneggiante su un libro, che qui è "Il Libro", forse la Bibbia, forse il compendio dell’Umano Spirito, forse questo stesso breve libro di Tommaso Romano, che, per il suo contenuto, ne è,per lo meno, senza dubbio il simbolo... Quest’aquila trova la propria immagine speculare in un’aquila in volo, e quest’immagine è un’altra felice trovata che gioca sul rapporto tra la conoscenza e la filosofia come a priori e a posteriori della conoscenza, il testo e l’interpretazione testuale e ipertestuale del testo, l’autore e il lettore, un’arguta citazione della Sacra Colomba, che rappresenta lo Spirito Santo del Testo Cristiano, il Sé e l’Altro attraverso il superamento dell’immagine speculare di sé, e quant’altro ognuno può scorgervi. Credo che lo stile sintetico dell’ "ora allucinata" di Tommaso Romano, che ricorda, per certi versi un trattato di tipo Spinoziano reso in estrema brevità, e per altri una serie di aforismi di tipo Nietscheiano, potrebbe rappresentare l’icona, e costituire l’inizio di un filone contemporaneo di scrittura, dove i grandi temi possano essere trattati con un numero limitato di parole. Attenzione però: filone questo praticabile solo da veri maestri, che padroneggiano la conoscenza, tanto da essere capaci di usare i giusti termini (intesi come parole-significanti), con la più chiara ed efficace densità semantica. Cosa questa che Tommaso Romano riesce qui a fare con preclara maestria. E’ difficile oggi bucare il logos che è tutto permeato di termini gravidi di stratificazioni semantiche così sedimentate da divenire, ahimé, incomprensibili. Ebbene, qui Tommaso Romano vi riesce a pieno. Ecco perché sembra di volare. Perché finalmente l’autore ha squarciato per noi questa opprimente rete a maglie strette che ci teneva prigionieri.


Domenico Cara

TOMMASO ROMANO

Sette parole per la propria “sitio” riflessiva

 

Le voci di questa silloge sono : Cosmologia, Antropologia, Gnoseologia, Mito – Teologia, Morale, Diritto, Arte. (“Quaderni del pensiero mediterraneo/2”) commentate dalle ore 5,10 alle 6,10 del I° febbraio dell’anno detto 2008, e inscritte come L’ora allucinata nel registro della collana “Mosaicosmo” in preparazione.

Il modello delle riflessioni ha un’iconografia fondamentalmente aforistica ed è metafora di una sensibile religiosità tersa e di casto rigore. Le scritture, anzi le tessiture, si esprimono per moduli sostanzialmente ritmici e senza pieghe sofistiche, o immagini retoriche fine a se stesse in qualche modo insopportabili.

“Ogni cosa che è creata, a cominciare dall’uomo, vivendo una realtà autonoma, insieme materiale e spirituale è come la tessera di un immenso e sempre arricchito mosaico che si dipana in ogni dove stagliandosi nell’architettura dell’immenso creato”. (da “Cosmologia”); “Anche nell’uomo vi è la scintilla dell’Eterno (DNA) che è la Tradizione perenne che dal primo degli esseri arriva all’oggi.”(da “Antropologia”); “Il pensiero dell’uomo è un mosaico che si compone. Diviene organico quando si elabora compiutamente”. (da “Gnoseologia”); “ L’uomo costruisce e vive inventa e reinventa  i simboli e i miti perché con essi ricostruisce in sé il cammino che rispecchiando  -eterna”.(da “Mito-Teologia); “La vita morale è non sottrarsi al compito del sacro. Ma libertà è anche decidere di chiudere –anche naturalmente- il compito (è auspicabile il contrario però).

La libertà, capace di creare condizioni di benessere e che sappia frenare le sproporzioni”. (da Morale”); “La comunità civile promuove la vita e la procreazione. L’aborto è un delitto, gli aborti un genocidio legalizzato. Si può decidere infatti per sé non per un altro essere innocente, incolpevole che nella vita prenatale gioisce e soffre”(da “Diritto”); “ L’estetica è già etica. Il gusto non è l’arte. L’arte è fare partendo dal concetto e dal dono. (da “Arte”).

Gli stralci di pensiero ovviamente sono casuali, ma invitano il lettore a fissare grosso modo l’imagerie di Tommaso Romano: studioso di realtà cattoliche, poeta, politico, la cui operosità continua a rendere distintiva la vicenda promozionale: autoriale e culturale tout –court dalla Sicilia in poi, adottata con passione e dignità.

Le esigenze attuali in effetti ripropongono l’elaborazione di una materia, di un memento consueto, efficace e mai sbiadito, e ormai esperto o possibile marmo. E –quindi- assiomi che non sfuggono dall’intenzione meditativa, colti nel silenzio illuminato non dal cospicuo lume delle formule risapute, ma dal metafisico rinascente anelito di scovare sempre più nell’essenza della propria consapevolezza, e in uno stato di dialettica (non labirintica) interiorizzazione. Un’evidenza icastica che non contiene il grido che aleggia nelle evocazioni o, addirittura, temendo di smarrirsi nell’abbaglio delle speciosità mistiche o eremite, per tessiture, in una tregua innegabile che in fondo studia e riporta gli elementi elevati da una specie di magnetica spiritualità.

E, in una soluzione breve, semplice, moderna, coinvolge con i suoi dettati semi – fulminei, una strategia che influenza, proprio dal contesto in apparenza transitorio, isolato, l’intrinseca speranza di raggiungere una continuità (per contrasto?) le cui dinamiche espongono nuovi annunci e pronunce nel criterio di un coerente desiderio, e avvento di relazioni e di ulteriori peculiarità.

Tommaso Romano così, non limita alla definizione il paesaggio degli argomenti, dei temi, ma apre al rapporto immergendosi – nel percorso delle “tessiture”- attraverso una luce che gli concede fremiti trasfigurativi, anziché ricami di stile o riassunzioni non testimoniali e incerti, insieme all’istanza di un inesauribile divenire, per la stessa varietà di segni e di esempi che sembra optino per la preghiera.


 



Tommaso Romano visto da Emilia Faro
in uno dei suoi portraits (2006)

La biografia di Tommaso Romano[clicca per aprire]

La bibliografia di Tommaso Romano[clicca per aprire]

Il sito ufficiale di Tommaso Romano: http://www.tommasoromano.it


Si può ricevere il testo completo inviando una mail a: info@tommasoromano.it o scrivendo direttamente a:
- Fondazione Thule Cultura Via Ammiraglio Gravina, 95 - 90139 - Palermo
-Chiamando: 3493896419